Giovedì, Febbraio 23, 2012

ATMOSFERE NOCIVE e/o ESPLOSIVE

S.I.S. si prefigge lo scopo di espandere la cultura della sicurezza sul lavoro promuovendo la conoscenza dei gas potenzialmente esplosivi e/o nocivi che potrebbero essere presenti nei luoghi lavorativi.

morte2 H2S espl

L’ H2S (acido solfidrico, o idrogeno solforato o solfuro di diidrogeno) è uno dei maggiori pericoli sul lavoro e può essere trovato su molti cantieri industriali. L’ H2S può generarsi  ovunque si trovino una miscela di idrocarburi e zolfo. L’ H2S è prodotto dalla decomposizione di materia organica, e si può trovare in luoghi come stive delle navi , pozzi minerari, fabbriche di cellulosa, fognature e paludi.

PROPRIETÀ FISICHE DELL’ H2S

Colore: incolore.

Odore: caratteristico odore di uova marce a basse concentrazioni.

Densità di vapore: più pesante dell'aria, quindi si depositerà nelle zone basse.

Limiti di esplosione: Misto nella giusta proporzione con aria o ossigeno e sottoposto ad una fonte di innesco può creare un'esplosione.

Infiammabilità: bruciando produce biossido di zolfo (SO2), che è anche un gas molto tossico.

Solubilità: solubile nella maggior parte dei fluidi.

Punto di ebollizione: l’H2S liquefatto bolle ad una temperatura molto bassa e quindi si trova di solito sotto forma di gas.

I LIVELLI DI TOSSICITÀ DELL’ H2S

CONCENTRAZIONI

EFFETTI

1 ppm

Puoi sentirne l’odore

10 ppm

Limite professionale di 8 ore di esposizione. A questo livello di concentrazione è consigliato indossare adeguato apparato respiratorio.

20 ppm

Limite massimo di esposizione professionale. Nessun lavoratore deve essere esposto a 20 ppm in qualsiasi momento.

100 ppm

Perdita del senso dell’olfatto in 2-15 minuti. Possibile bruciore della gola, mal di testa e nausea

200 ppm

Senso dell'olfatto perso rapidamente. Gli occhi e la gola bruciano

500 ppm

Perdita del ragionamento e dell’ equilibrio. Disturbi alla respirazione in 2-15 minuti. Necessario intervento di primo soccorso.

700 ppm

Perdita immediata di coscienza. Provoca convulsioni, perdita del controllo di intestino e vescica. La respirazione si ferma e la morte sopravviene se non si interviene tempestivamente.

1000 ppm

Causa immediata perdita di coscienza.

Morte o danni cerebrali permanenti possono sopravvenire se non si interviene tempestivamente ed adeguatamente.

 

morte2 ALTRI GAS PRESENTI NEI PROCESSI DI ESTRAZIONE E INDUSTRIALI espl

Altri gas potenzialmente pericolosi presenti sui siti petroliferi ed industriali correlati con la presenza di H2S sono: SO2, Miscele Esplosive, CO, CO2, VOC, BENZENE, NORM.

GAS

CARATTERISTICHE

SO2

Il diossido di zolfo (o ossido solforosoanidride solforosaossido di zolfo ) è un gas incolore dal tipico odore empireumatico, molto solubile in acqua. La sostanza è fortemente irritante per gli occhi e il tratto respiratorio. Per inalazione può causare edema polmonare ed una prolungata esposizione può portare alla morte. In presenza di acqua o vapore acqueo attacca molti metalli, tra cui l'alluminio, il ferro, l'acciaio, l'ottone, il rame ed il nichel. Liquefatto, può corrodere le materie plastiche e la gomma.

Miscele Esplosive

Come dal nome stesso si deduce è il mix di idrocarburi gassosi che si generano nei processi naturali o chimico/industriali soggetti ad infiammabilità in presenza di comburente e fonte di innesco. Tale miscela può contenere metano, etano, propano, butano, etc.

CO

Il monossido di carbonio (o ossido di carbonioossido carbonico) ha formula CO, è un gas velenoso particolarmente insidioso in quanto inodore, incolore e insapore. Il monossido di carbonio è tossico perché legandosi saldamente allo ione del ferro nell'emoglobina del sangue forma un complesso molto più stabile di quello formato dall'ossigeno. La formazione di questo complesso fa sì che l'emoglobina sia stabilizzata nella forma di carbossiemoglobina (COHb) che, per le sue proprietà allosteriche, rilascia più difficilmente ossigeno ai tessuti. L'intossicazione da monossido di carbonio conduce ad uno stato di incoscienza (il cervello riceve via via meno ossigeno) e quindi alla morte per asfissia.

CO2

L'anidride carbonica (nota anche come biossido di carboniodiossido di carbonio) è un ossido acido (anidride) formato da un atomo dicarbonio legato a due atomi di ossigeno. Il biossido di carbonio è il risultato della combustione di un composto organico in presenza di una quantità di ossigeno sufficiente a completarne l'ossidazione. Il biossido di carbonio viene prodotto principalmente a partire dai seguenti processi:

come prodotto secondario da impianti di produzione di ammoniaca e idrogeno, in cui il metano è convertito in biossido di carbonio;

da combustione di petrolio e carbonfossile; e soprattutto da centrali termoelettriche e da autoveicoli;

come sottoprodotto della fermentazione;

da decomposizione termica di CaCO3;

come sottoprodotto della produzione di fosfato di sodio;

direttamente dai pozzi naturali di biossido di carbonio.

Il biossido di carbonio è un gas incolore e inodore; non è tossico in sé, ma può provocare la morte per asfissia. Respirare un'atmosfera particolarmente ricca di CO2 produce un sapore acidulo in bocca ed un senso di irritazione nel naso e nella gola; ciò è dovuto al suo reagire con l'acqua per formare acido carbonico. La densità del biossido di carbonio a temperatura e pressione ambiente è circa una volta e mezzo quella dell'aria; tende quindi a stratificare sul fondo degli ambienti chiusi e non ventilati.

VOC

composti organici volatili (COV) o VOC (dall'inglese Volatile Organic Compounds) includono gruppi diversi con comportamenti fisici e chimici diversi. Si classificano come VOC, infatti, sia gli idrocarburi contenenti carbonio ed idrogeno come unici elementi (alcheni e composti aromatici) sia composti contenenti ossigeno, cloro o altri elementi tra il carbonio e l'idrogeno, come gli aldeidi, eteri,alcool, esteri, clorofluorocarburi (CFC) ed idroclorofluorocarburi (HCFC).

NORM

L’acronimo NORM (Naturally Occurance Radioactive Material) identifica i materiali radioattivi che si trovano normalmente in natura ed espongono le persone a radiazioni.
L'esposizione ai NORM è spesso aumentata dalle attività umane, come ad esempio il carbone, uso e produzione di fertilizzanti, produzione di petrolio e gas.


Sono esempi di elementi radioattivi a lunga vita l'uranio, il torio, il  potassio e qualsiasi dei loro prodotti di decadimento, come radio e radon. Questi elementi sono sempre stati presenti nella crosta terrestre e all'interno dei tessuti di tutti gli esseri viventi.

Molti materiali naturali contengono elementi radioattivi (radionuclidi). Tuttavia, mentre il livello di esposizione individuale da tutto questo è di solito banale, alcuni problemi sorgono in particolare quando i NORM sono concentrati dalle attività umane.

L’accumulo di tali sostanze presenti nelle materie prime provenienti dalla crosta terrestre in alcune apparecchiature di processo fanno sorgere il problema dell’esposizione di lavoratori che devono fare interventi dentro le stesse. L’alta concentrazione e la prolungata permanenza all’interno possono far aumentare considerevolmente la possibilità di insorgere di tumori o avvelenamenti.

 


divieto_di_accesso_alle_persone_non_autorizzate_1 SPAZIO CONFINATO authorization_1

“ambiente confinato” si intende uno spazio circoscritto, caratterizzato da limitate aperture di accesso e da una
ventilazione naturale sfavorevole, in cui può verificarsi un evento incidentale importante, che può portare ad un infortunio grave o mortale, in
presenza di agenti chimici pericolosi (ad esempio, gas, vapori, polveri).
Alcuni ambienti confinati sono facilmente identificabili come tali, in quanto la limitazione legata alle aperture di accesso e alla ventilazione sono
ben evidenti e/o la presenza di agenti chimici pericolosi è nota.
Fra essi si possono citare:
• serbatoi di stoccaggio,
• silos,
• recipienti di reazione,
• fogne,
• fosse biologiche.
Altri ambienti ad un primo esame superficiale potrebbero non apparire come confinati. In particolari circostanze, legate alle modalità di svolgimento
dell’attività lavorativa o ad influenze provenienti dall’ambiente circostante, essi possono invece configurarsi come tali e rivelarsi altrettanto insidiosi.
É il caso ad esempio di:
• camere con aperture in alto,
• vasche,
• depuratori,
• camere di combustione nelle fornaci e simili,
• canalizzazioni varie,
• camere non ventilate o scarsamente ventilate.
Per “spazio confinato” si intende un'ambiente circoscritto, caratterizzato da limitate aperture di accesso e da una ventilazione naturale sfavorevole, in cui può verificarsi un evento incidentale importante, che può portare ad un infortunio grave o mortale, in presenza di agenti chimici pericolosi (ad esempio, gas, vapori, polveri).
Alcuni ambienti confinati sono facilmente identificabili come tali, in quanto la limitazione legata alle aperture di accesso e alla ventilazione sono ben evidenti e/o la presenza di agenti chimici pericolosi è nota.
Fra essi si possono citare:
• serbatoi di stoccaggio,
• silos,
• recipienti di reazione,
• fogne,
• fosse biologiche.
Altri ambienti ad un primo esame superficiale potrebbero non apparire come confinati. In particolari circostanze, legate alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa o ad influenze provenienti dall’ambiente circostante, essi possono invece configurarsi come tali e rivelarsi altrettanto insidiosi.

É il caso ad esempio di:
• camere con aperture in alto,
• vasche,
• depuratori,
• camere di combustione nelle fornaci e simili,
• canalizzazioni varie,
• camere non ventilate o scarsamente ventilate.